domenica 25 dicembre 2011

martedì 29 novembre 2011

Sigari di pasta fillo

Avete mai provato la pasta fillo? nooo?? allora dovete proprio farlo perché è davvero una fonte di idee culinarie che spaziano dal dolce al salato! Ci si può preparare di tutto e il risultato è sempre molto stuzzicante e divertente.
La ricetta che vi propongo è di ispirazione marocchina; si tratta di rotolini di pasta farciti con la carne. La preparazione è molto semplice: si prendono circa 300 gr di carne macinata della tipologia che si preferisce (nel mio caso vitello) e la si fa cuocere con un po' di olio e un soffritto di carota e cipolla. Quando la carne avrà perso il colore rosato si sfuma con mezzo bicchiere di vino bianco e si sala; si fa cuocere per almeno 20 minuti facendola asciugare bene. A questo punto, la ricetta marocchina prevede l'aggiunta delle spezie tipiche di quella regione, come il coriandolo, il cumino, il curry; io però mi sono mantenuta su spezie molto più italiane e perciò ho usato del prezzemolo fresco tritato, del pepe nero, della noce moscata. Si prendono tre fogli di pasta fillo sovrapposti e si tagliano in rettangoli non troppo grandi; si spennellano con dell'olio d'oliva e si mette una striscia di carne lungo un lato. Si arrotola ripiegando all'interno la pasta dei bordi esterni e facendo attenzione che il ripieno non fuoriesca dai lati. Si spennella ancora la superficie con dell'olio e si mette in forno, su carta da forno, a 180 gradi fino a doratura. Sono croccantissimi! Noi li abbiamo mangiati a cena, rigorosamente senza forchette, bevendo una bella birra chiara fresca di frigo.

Avete mai preparato le palline dell'albero di Natale in casa? Le tate di Giacomo hanno deciso che ci sarà una serata pensata proprio per quello... munite di pallina in plexiglass, di passamanerie, colla e forbici, ci eserciteremo nella realizzazione di questi addobbi! Sarà divertente e ogni bimbo avrà una pallina fatta dalla sua mamma che addobberà l'alberello dell'asilo. Quante esperienze per il mio piccolo, adoro il tempo dell'attesa. Un abbraccio a tutte.

martedì 22 novembre 2011

Tacchino ai funghi

Buongiorno! Mamma mia come sono assente dal blog! Le giornate scivolano via e non riesco a trovare un attimo di tranquillità per sedermi a scrivere le mie ricette. Pardon!
Ammetto però di riuscire sempre a fare un giro sui vostri blog, perchè l'aggiornamento dei vostri post, con quei bei titoli allettanti, mi incuriosisce e non resisto! Chiedo venia se non lascio traccia del mio passaggio nei commenti...

Lo sentite già il Natale nell'aria? E come si può restare indifferenti?? qui a Parma il centro è già tutto illuminato, i negozi scintillano e i centri commerciali sembrano tutti ricoperti da cristalli di ghiaccio e neve luccicanti. Siamo già stati a visitare un mercatino di Natale che è aperto dal 15 ottobre (!!!) e Giacomo è rimasto estasiato dai presepi in movimento, dai ruscelletti di acqua vera, dalle renne che muovono il collo e dalle migliaia di sfere e palline che decorano gli alberi.
Il Natale è la festa della sorpresa, delle luci, del dono, della famiglia... per chi lo sa vedere, è una festa un po' magica! Mi piacerebbe riuscire a trasmettere a Giacomo un po' di questa magia; lui è un bimbo e per i tutti i bimbi del mondo ci dovrebbero essere solo festa, sorpresa, luci, doni, famiglia... questa sì che sarebbe una bellissima Magia!

Questo secondo piatto l'ho preparato una sera che avevo a cena una coppia di amici del mio paese, con la loro piccola di 4 anni, che erano qui in Emilia di passaggio. Si tratta di un piatto semplicissimo che si può preparare anche con altri tipi di carne come il pollo, il vitello o la lonza. Innanzitutto ho fatto soffriggere leggermente due spicchi di aglio in padella con l'olio e poi ho versato dentro una busta di funghi surgelati (i miei erano funghi misti e comprendevano anche i porcini). Dopo una decina di minuti ho sfumato con mezzo bicchiere di vino bianco e a fine cottura ho aggiunto sale, pepe e una bella spolverata di prezzemolo fresco tritato. In un'altra padella ho fatto sciogliere un pezzetto di burro con un filo d'olio e ho passato in padella le fettine di petto di tacchino infarinate. Questa operazione va fatta con due fettine alla volta, per evitare che la padella si riempia di acqua rilasciata dalla carne e non si formi una gustosa crosticina. Anche queste vanno aggiustate di sale e poi, una volta tolte dalla padella, sistemate in una pirofila con i funghi al di sopra e il loro sughetto (sia della carne che dei funghi). Un quarto d'ora prima di servire il piatto si mettono in forno e la carne è pronta!

lunedì 7 novembre 2011

Bruschette di polenta


Che periodo che stiamo vivendo! Il tempo sembra non volerla smettere di flagellare le regioni italiane, notizie e immagini terribili della gente che ha perso tutto, la propria casa o i propri cari, scorrono di continuo in TV. Che tristezza il pensiero che in queste circostanze si è totalmente impotenti di fronte alla natura... le madri che hanno visto scivolare via, letteralmente, i propri figli dalle loro braccia trasportati dalla corrente o quelle che non ce l'hanno fatta dopo aver messo in salvo i figli.
In mezzo a tanta tristezza, la bellezza dei gesti VERI non può non essere notata ed elogiata: i volontari che, gratuitamente e con spirito di fratellanza, si sono armati di voglia e coraggio, e sono partiti a prestare le loro braccia a chi ne ha bisogno.
Chissà se queste tragedie hanno anche un altro senso, oltre a quello di metterci in guardia nei confronti della noncuranza verso il nostro pianeta... forse permettono a noi tutti di avere una possibilità, quella di scegliere di non essere disinteressati, di provare ad alzarci le maniche e dare una mano, di riflettere su quanto siano inutili e passeggeri i beni che accumuliamo, in una parola, la possibilità di aprirci al prossimo e rifiutare la pigrizia nel fare il Bene.
Nel nostro piccolo è difficile fare qualcosa di concreto, me ne rendo conto, ma io voglio iniziare a riflettere seriamente su quanto possiedo di superfluo e su quanto i miei comportamenti siano davvero nel rispetto del nostro pianeta...

Cena semplice stasera e rustica. Sapete che sono pugliese e che anche Fernando lo è... per questo possiamo affermare che non amiamo molto la polenta, o meglio, non siamo abituati a mangiarla spesso. Per tanto, quando la prendiamo a pranzo fuori ci piace tantissimo, ma quando la facciamo in casa non ci conquista più di tanto... credo che sia un problema di condimento, forse non abbiamo saputo preparare un intingolo giusto che la valorizzi...
Questa volta ci abbiamo riprovato con delle bruschette! Da premettere che si tratta di una polenta precotta, di quelle che si comprano in busta e che si cuociono in 5 minuti!! Ho seguito le istruzioni della confezione e una volta pronta la polenta l'ho versata in un contenitore di plastica basso, appena oliato, e fatta completamente raffreddare. Poi l'ho capovolto e con un bel coltellino a lama liscia, bagnato, ho affettato il panetto di polenta in fettine alte 1,5 cm. Ho acceso la piastra e quando era bella rovente ho grigliato le fettine finché non è comparsa una bella crosticina in superficie. A questo punto ho dato il via alla fantasia e allo smaltimento dei salumi e formaggi che avevo in frigo :-), preparando tre gusti diversi di bruschette. Ho abbinato delle fettine di formaggio brie al prosciutto crudo, della scamorza affumicata al prosciutto cotto e della provola ai funghetti sott'olio. Su alcune di esse avevo strofinato uno spicchio di aglio ma devo dire che il gusto non si percepiva tanto nel complesso.
Queste bruschette ci sono piaciute tantissimo! Le abbiamo mangiate calde calde con un goccino di vino rosso ad innaffiarle.

Un abbraccio a chi passa da qui!

lunedì 31 ottobre 2011

Mousse al cioccolato e frutti di bosco


Una quindicina di giorni fa è stato il mio compleanno. Come tutti gli anni è passato in sordina, ma questo non lo dico con dispiacere, mi piace l'idea di godermi questo giorno in tranquillità, ricevendo le telefonate delle persone vicine e di non dover per forza festeggiare. Spesso mi ritrovo a fare uno dei miei noiosissimi (!) bilanci dell'anno appena trascorso e tutte le volte giungo alle stesse identiche conclusioni dell'anno prima!! In genere non preparo neppure una torta, alle volte me la regala Fernando che conosce benissimo i miei gusti e sa che adoro i dolci al cucchiaio; e tutti gli anni andiamo a cena fuori.

...mi sorge un dubbio... non è che credete che io sia una musona??... se la risposta è sì diciamo che ci azzeccate in pieno in giornate come quella del mio compleanno! Che ci posso fare?? sono troppo cerebrale, penso troppo, alle volte mi fuma il cervello!! o_O
In giorni così, i pensieri sembrano non voler finire mai, si susseguono veloci e sembra che non vogliano lasciare spazio ad altro.

Ebbene, quest'anno ho voluto cambiare rotta e ho preparato da me un bel dolcetto goloso che anche Giacomo ha mangiato, riempiendosi di cioccolato tutta la faccia! Era buffissimo! Quando poi ha scoperto che sul fondo del bicchiere avrebbe potuto scovare altri frutti di bosco ha voluto scavare in tutti i bicchierini che aveva a tiro! :-) Come potevo fermarlo?? Era impagabile la vista della sua soddisfazione quando ne pescava uno!

Questa mousse è light nel senso che a parte il quantitativo di cioccolato, non contiene altri ingredienti grassi! L'ho presa dal libro "Il club delle cuoche" di Luisanna Messeri, ed è anche facile facile!

Ingredienti: 250 gr di cioccolato fondente di ottima qualità, 2 tuorli, 4 albumi, un pizzico di sale, frutti di bosco misti.
Preparazione: Sciogliere il cioccolato a bagnomaria e quando è tiepido (che lo sia davvero altrimenti farete una frittata) aggiungere i tuorli uno alla volta. Montare a neve con un pizzico di sale gli albumi e mescolarli al cioccolato senza smontare il tutto. Formare i bicchierini individuali mettendo sul fondo i frutti di bosco e poi la mousse. Finire con altri frutti di bosco in cima.

E' doveroso aggiungere che il fatto che non ci sia burro o panna nella mousse, ti fa sì gustare il dolce senza troppi sensi di colpa, ma conferisce alla stessa una consistenza un pochino troppo soda e non scioglievole come l'avrei voluta. Il sapore però è intensamente cioccolatoso, non ci sono ingredienti che lo affievoliscono... proprio per questo è fondamentale che il cioccolato acquistato sia davvero buono.

Vi ringrazio perchè passate da me e commentate con simpatia i miei post, vi abbraccerei tutte, mi riempite di energia e buonumore! :-*

venerdì 21 ottobre 2011

Gli gnocchi ... coi fiocchi


Al ritorno dalle vacanze ho dovuto fare un inventario di quello che avevo in dispensa; mancando da casa da così tanto tempo, non ricordavo più cosa fosse rimasto da consumare e cosa poteva ancora essere considerato mangiabile...
Gli uomini, non tutti, si fanno venire certi raptus al supermercato e acquistano dei prodotti dall'immagine pubblicitaria seducente, anche se in casa non si cucina mai quel genere di articolo... da precisare che anche noi donne qualche volta ci facciamo sedurre dalle immagini, ammettiamolo, e io non sono sempre immune da questo meccanismo!

Per farla breve, deve essere stato durante uno quei raptus che Fernando ha acquistato una scatola di fiocchi di patate per fare il purè; non voglio dire che non sia un buon prodotto, ma è che a casa nostra non piace proprio a nessuno il purè fatto con le buste. Non so se è capitato anche a voi, ma le istruzioni non sono mai precise: alle volte viene fuori un pappone densissimo che va poi diluito a scapito del sapore, altre volte una pappina molle molle alla stregua della crema di riso che preparavo per Giacomo all'inizio dello svezzamento, altre volte ancora il gusto è troppo carico di patate vecchie... insomma non ci piace mai!... ammetto però che l'immagine sulla scatola è bellissima, con quell'arrosto succulento accanto...!

Insomma mi sono ritrovata con una scatola di fiocchi di patate da smaltire e sul web sono stata folgorata da una ricetta molto usata da diversi blogger, che prevedeva questo ingrediente per fare gli gnocchi in sostituzione della vere patate! Ho pensato che magari con il sugo di pomodoro non ne doveva venire fuori un piatto così malvagio, così ho provato.

In una ciotola unire 100 gr di fiocchi di patate, 100 gr di farina (meglio semola, ma io non ne avevo) e 230 ml di acqua tiepida. Aggiungere un pizzico di sale e impastare fino ad ottenere una palla liscia e morbida. Formare i classici filoncini e tagliare gli gnocchi facendoli poi rotolare sui rebbi di una forchetta per conferire loro il classico aspetto a righe. Cuocerli come al solito, in acqua bollente salata e scolarli quando vengono a galla.

Io li ho conditi con il classico sugo al pomodoro semplice, ma c'è da dire che la salsa è stata fatta in casa quest'estate da mia suocera, ed ha un buonissimo sapore di pomodoro fresco e basilico.
Gli gnocchi mi sono piaciuti, non sono per niente gommosi e non si incollano irreversibilmente al palato come in genere accade. Il sapore delle patate però non si sente quasi, ed è predominante il gusto del condimento che si usa.
Se si pensa che per fare gli gnocchi veri bisogna trovare le patate giuste (non troppo fresche), bollirle, farle raffreddare, sbucciarle, schiacciale, aggiustare la dose di farina in base al contenuto di umidità delle patate, ecc... questo è un metodo davvero veloce per fare degli gnocchi in casa in 15 minuti! Le brave cuochette come voi mi perdoneranno...?!

Un bacione e buon weekend!!

giovedì 13 ottobre 2011

Rientro al cioccolato!!


Eccomi qui! Ce l'ho fatta a trovare il modo di scrivere ancora sul mio amato blog... Qualcuno di voi mi ha chiesto che fine avessi fatto e questo mi ha sorpreso e al tempo stesso fatto piacere, perché ancora una volta ho percepito reale la presenza di un una persona "dentro" le pagine di ogni vostro bellissimo blog; una persona dal volto sconosciuto, il più delle volte, ma con una storia da raccontare, dei pensieri e delle esperienze che in determinati momenti diventano punti di contatto tra blogger con la stessa passione.

Non mi è successo niente di particolare, ho solo sentito l'esigenza di allontanarmi un po' da questo piacevole impegno, e nel frattempo ho ripreso a rilento le abitudini della città, dopo un lunghissimo periodo di vacanza.

Giacomo è tornato a frequentare l'asilo e quest'anno è nella sezione "grandi"... mi sembra buffo dirlo, a 2 anni appena compiuti è già considerato grande per questo aspetto! Ha iniziato a parlare una lingua divertentissima e non sempre comprensibile, ma soprattutto ha acquisito un'infinità di inflessioni sonore, cambi di tono, improvvisi cambi di volume che rendono il suo parlare irresistibile. Io mi sto godendo ogni giorno questa continua evoluzione che mi lascia senza parole, felice e stupita. Disegna in continuazione, o meglio, è sempre con i pennarelli in mano, a creare cerchi che lui indica di volta in volta come palloncini, lecca-lecca, visi, occhiali, fuochi d'artificio... Quest'estate è stata ricca di esperienze per lui: si è goduto più consapevolmente i nonni, il mare, la sua festa di compleanno, ci siamo liberati del pannolino (non ancora di notte) e inoltre tutti insieme, proprio in questi giorni, hanno fatto capolino 6 e dico 6(!) denti!!! La sua crescita è velocissima, ogni giorno mi sembra più autonomo, ha una memoria di ferro ed è lui a ricordarci della sua terapia di fluoro o dello sciroppo per le difese immunitarie (quest'anno giochiamo d'anticipo, non si sa mai!!)... insomma è un ometto davvero!!

Il mese di ottobre è un mese bellissimo per me; è il mese del mio compleanno come di quello di mio fratello e di tantissimi altri membri della mia famiglia. E' il mese in cui la natura ci delizia dei colori forti dell'arancio e del rosso, è il mese della zucca, delle castagne (non vedo l'ora di iniziare a comprare il cartoccio di caldarroste...), è il mese in cui inizia a venirti voglia di coccole gastronomiche come una cioccolata calda o una torta al cioccolato...

Ingredienti:
  • 250 gr di cioccolato fondente (almeno 70% di cacao)
  • 150 gr di burro
  • 5 cucchiai di zucchero
  • 1 cucchiaio di maizena
  • 4 uova intere
  • 1 pizzico di sale
Preparazione:

Accendere il forno a 180 gradi. Fondere a bagnomaria burro e cioccolato e lasciare intiepidire. Montare le uova intere con lo zucchero, la maizena, il sale, fino ad ottenere una spuma bianca e soffice (almeno 10 minuti buoni di fruste elettriche). Unire il cioccolato fuso amalgamandolo dal basso verso l'alto e versare in una teglia imburrata e infarinata. Infornare per 20-25 minuti. La prova dello stecchino non vale perché la torta all'interno resta abbastanza umida. Essendo priva di farina è una torta idonea al consumo da parte dei celiaci.

p.s. La ricetta del rientro è coccolosa ma non proprio dietetica... ma si può fare, alla prossima prova costume mancano quasi 10 mesi! :-)
Occhio che questa torta crea dipendenza... è strabuona!

Bentrovati! Un abbraccio a tutti!

martedì 5 luglio 2011

Insalatina di gamberi, patate e nastri di verdure... e VIA ALLE VACANZE!!



Eccoci ad un passo dalla data fatidica... quella dell'inizio delle vacanze!!! Ormai ci siamo, sabato mattina all'alba (anche un po' prima dell'alba, per la verità) inizieremo il nostro viaggio per raggiungere il tacco dello stivale...il nostro Salento!
Ormai i nonni non ce la fanno più ad aspettare, non vedono Giacomo da Aprile e i collegamenti settimanali via webcam non li soddisfano più... vogliono toccare e abbracciare il loro nipotino! Devo ancora preparare quasi tutto, due valigie sono lì che aspettano di essere riempite e chiuse, così come un sacchetto di giochini di sopravvivenza per il piccolo... in realtà, dai nonni Giacomo ha già la sua scorta di giochi, ma qualcosa, tipo i libri, il suo album di foto dell'asilo, l'album delle figurine collezionate all'Esselunga penso che la prenderemo, anche solo per ingannare il tempo (lunghissimo) in auto.

Vi saluto con una ricetta semplice (che novità eh?) e freschissima. Prendete dei gamberetti (nel mio caso 500 gr di gamberi ancora da pulire) meglio se freschi, ma vanno bene anche quelli surgelati, sgusciateli e sbollentateli per cinque minuti in acqua salata e metteteli in una ciotola a raffreddare. In un'altra pentola fate bollire dell'acqua salata e tuffateci per 5 minuti una carota e una zucchina tagliate a nastri con un pelapatate; poi scolate e fate raffreddare. Nella stessa acqua far bollire due o tre patate tagliate a cubetti finché non saranno tenere ma non sfatte, e scolare e far raffreddare anche queste. A questo punto il gioco è fatto, basta unire verdure, gamberi e patate, condire con sale (se serve), olio extra vergine , un pizzico di pepe nero, una spruzzata di limone e un ciuffetto di erba cipollina tritata. Da mangiare come antipasto o come secondo piatto leggero.

Amiche blogger vi saluto con una marea di baci e abbracci! Mi mancherete tantissimo perché dove trascorrerò le vacanze non avrò internet a disposizione... però può darsi che che riuscirò a venire a salutarvi, ogni tanto, se potrò usare il pc del mio fratellone.
Ritorneremo a settembre, le nostre vacanze saranno lunghe e piene di mare, sole, passeggiate, nuotate e nuove scoperte per il mio piccolo pesciolino. Annoterò le ricette più buone che cucinerò e che mi farò preparare da mamma e suocera e a settembre vedrete quante belle ricettine vi proporrò!

Sono molto contenta perché fare la mamma è bellissimo, ti rende più ricca ogni giorno, ti inonda di felicità e dolcezza, ti responsabilizza e ti fa crescere... ma qualche volta è bello tornare ad essere figlia...

Grazie mille a tutte voi perché quest'inverno così lungo è stato meno pesante in vostra compagnia e perciò vi auguro una bellissima estate, rilassante, divertente e rigenerante! Ci vediamo a settembre!!!!!! Baciiiiiiiiiiiii!

venerdì 1 luglio 2011

Penne peperoni e mandorle e auguri Mamma!

Com'è strano scrivere sul blog a quest'ora... ma oggi è stato il primo giorno di vacanza di Giacomo e quindi ora solo quando andrà a nanna avrò il tempo per raccogliere le idee...

So di non postare molte ricette di primi piatti, e in effetti non è che io li cucini tanto spesso. Fer a pranzo mangia in mensa e quasi tutti i giorni sceglie un piatto a base di pasta o riso, per cui a cena mi ritrovo a preparare dei secondi. Ciò non mi dispiace un granché, perché se posso limitare ad una o due volte alla settimana il mio consumo di carboidrati, sono più serena... infatti a pranzo, sola soletta mi arrangio con una mega insalatona o con dei legumi (che adoro) e, di fatto, in casa mia, la scorta di pasta riamane pressoché intatta per molti mesi.

Questa volta però mi ritrovavo dei peperoni freschissimi, di un bel colore giallo intenso, e un profumo irresistibile. Stanca di mangiarli nel solito modo (grigliati) ho deciso di condirci una pasta...

La ricetta che ho pensato prevede di lavare e tagliare a striscioline il peperone (uno grande è sufficiente per due persone) e di farlo cuocere a fuoco basso in padella con due cucchiai di olio e un pochino di scalogno tritato; bagnare con una tazzina di acqua e quando i peperoni sono morbidi unire pepe e sale, delle foglie di basilico tritate e una manciata di capperi dissalati. Spegnere e frullare con il frullatore ad immersione. A parte, in una padella antiaderente, far tostare una manciata di mandorle a lamelle. Quando la pasta è cotta (penne nel mio caso, ma vanno bene anche altri formati, purché corti) condire con la crema di peperoni, le mandorle e un filo di olio a crudo.

Il sapore dolce e tostato delle mandorle mi è piaciuto tantissimo insieme a quello dei peperoni, così come la loro consistenza croccante! Se avete tempo si può pensare di arrostire i peperoni per eliminarne la buccia e frullarli dopo... ma anche così non dà fastidio perché il frullatore la sminuzza molto finemente.

p.s. La foto è davvero venuta male, la luce è insufficiente perché è stata scattata di sera e non rende giustizia a questo primo... non fatevi fermare dalle apparenze e provatela! Poi con i peperoni freschi di questo periodo, viene benissimo!

p.p.s. Oggi la mia mamma compie gli anni! Auguri di cuore Giovanna bella!!

Bacioni a tutti!!

giovedì 23 giugno 2011

Spiedini di pollo allo yogurt e verdure... e cena di fine anno


Eccomi qui! L'estate è davvero arrivata, sia termicamente che da calendario... Le temperature sono davvero bollenti qui in Emilia ed è un piacere fare due passi dopo cena per respirare il profumo dell'aria che, dopo una giornata di sole, pian piano si rinfresca.

Anche all'asilo di Giacomo ormai i bimbi iniziano ad essere sempre meno; molti di loro sono partiti per le vacanze e molti partiranno in questi giorni. Noi andremo via il 9 di luglio, perciò Giacomo frequenterà l'asilo fino alla fine, cioè fino al 29 giugno. Ieri c'è stata la festa di fine anno organizzata nel bellissimo parco dell'asilo, in cui abbiamo mangiato la pizza insieme alle tate e ai genitori, godendoci l'allegria dei bambini. Le tate ci hanno regalato un bellissimo album con le foto fatte ad ogni bambino nel corso di quest'anno e ho potuto vedere Giacomo alle prese con i suoi compagni e con i giochi... e mi sono sorpresa al pensiero che già così piccolo ha una parte della sua giornata in cui io e suo padre non ci siamo, in quasi totale autonomia!
Eccolo con il suo amico del cuore alle prese con la pizza...


Passiamo alla ricetta... Avevo già letto della possibilità di marinare la carne di pollo o tacchino nello yogurt, ma non ci avevo mai provato... Ho preso delle fettine di petto di pollo e le ho tagliate a bocconcini, le ho messe in una ciotola con yogurt al naturale, sale, pepe, uno spicchio di aglio intero e del basilico tritato. Ho chiuso la ciotola e l'ho lasciata in frigo a marinare per almeno un'ora. Poi ho composto gli spiedini alternando la carne sgocciolata dallo yogurt alle verdure in pezzi (zucchine, melanzane e peperoni). Ho sistemato gli spiedini su carta forno e condito con sale e olio, poi in forno a 180 gradi per almeno mezz'ora. Lo yogurt mi ha davvero sorpreso, ha reso la carne morbidissima e dal gusto aromatico e fresco!

Baci a tutti!

giovedì 16 giugno 2011

Miglio alle verdure


Fino a qualche anno fa, due paia per l'esattezza, non sapevo quasi cosa fosse la celiachia né che potesse avere dei sintomi così diversificati. Mia mamma è dovuta passare da diversi specialisti prima che riconoscessero la causa dei suoi disturbi; e da quel momento la sua vita è cambiata, sia dal punto di vista della salute (perché ora sta benissimo e quei disturbi sono ormai un ricordo), sia dal punto di vista alimentare (perché per me e la mia famiglia si è aperto un mondo gastronomico di cui non conoscevamo l'esistenza). La sua dieta a base di prodotti gluten free include, alle volte, anche una serie di "semini" molto versatili in cucina come la quinoa o il miglio. Questa volta ho voluto approfittare delle piogge dei giorni scorsi e preparare il miglio come una minestra, a base di verdure.

La realizzazione di questo piatto è banale, innanzitutto si devono seguire le istruzioni che si trovano sulla confezione per quanto riguarda la quantità a persona, i tempi di cottura e il volume di acqua per ottenere una consistenza di minestra; poi io ho semplicemente aggiunto delle verdure a pezzetti (non troppo piccoli perché il miglio cuoce in circa 30 minuti, altrimenti si rischia una purea) cioè carote, sedano, patate, qualche foglia di basilico e dei fili di erba cipollina, e infine un misurino di dado granulare senza glutammato. Si lascia bollire a fuoco basso e poi si serve, non troppo calda, con un giro di olio buono a crudo. Il sapore del miglio è particolare, ha vagamente il retrogusto di erba e in bocca è divertente sentire tutti quei granellini.
Mi piace provare dei gusti nuovi! Al Natura Sì si trova davvero di tutto in quanto ad alimenti salutistici, e in questo periodo di autocritiche per l'imminente prova costume, fa bene alla mente pensare di nutrirmi in modo naturale e sano...e ci sto prendendo gusto perché da quando il tempo in Emilia è tornato ad essere clemente, ogni mattina, alle 8.00, cammino a passo svelto per 40 minuti in un bellissimo parco, sotto un sole che è già caldissimo a quell'ora; e poi a casa dopo la doccia mi sorseggio una bella tazza di the verde davanti al pc e ai vostri bellissimi blog!

....evviva la forza di volontà e il mantenimento dei buoni propositi!!!

lunedì 6 giugno 2011

Cheese cake alle amarene per il contest di Zampette...



Buona settimana internauti! La mia non si può dire che sia iniziata nel migliore dei modi... Giacomo ha pensato bene, stamattina, oltre a rifiutare con più insistenza la sua colazione, di scaraventare la sua tazza con il latte sul tavolo e sul pavimento! Che pazienza che mi ci è voluta per non urlare!!! Ma come si deve fare con i figli quando sono ancora troppo piccoli per capire una bella strigliata ma già abbastanza grandi da farti dispetti e mettere a dura prova il tuo sistema nervoso, sveglio da non più di 10 minuti???!!! Se qualcuno ha qualche suggerimento...

In realtà questa ricetta l'ho inventata di sana pianta, magari l'accostamento dei sapori non sarà originalissimo, ma per quanto riguarda le dosi mi sono proprio buttata! Alla cieca ho mescolato un po' di ingredienti e devo dire che il risultato non è stato affatto male! Sarà perché qualche dolcetto mi è già capitato di prepararlo... comunque è venuto fuori un cheese cake freschissimo e leggero, da mangiare nelle serate calde di giugno!

Quando Giacomo è stato male, per tirarlo su di morale e per fargli mangiare qualcosa, gli abbiamo comprato un vasetto di amarene sciroppate (della nota marca italiana), perché avevamo intuito che gli piacessero visto la sua ricerca delle palline nere nello yogurt o nel gelato. Infatti spesso le sue merende a base di yogurt sono arricchite da un cucchiaino di amarene e non ho ancora capito se per lui è più soddisfacente scovare la pallina nel vasetto o papparsela....!

Tornando a noi, il vasetto di amarene è bello grande e prima di andare giù al mare vorrei finirlo, per non lasciare niente di aperto in casa. Così partecipo al contest di Zampette in pasta nella speranza di essere io la sorteggiata e vincere il favoloso premio messo in palio!



Ingredienti (per uno stampo medio-piccolo a cerniera)
  • 150 gr di cereali al frumento integrale
  • 75 gr di cioccolato (al latte nel mio caso)
  • 200 gr di ricotta di pecora
  • 2 vasetti di yogurt alle ciliegie
  • 4 cucchiai di zucchero
  • amarene sciroppate a piacere (una ventina almeno)
  • 3 fogli di colla di pesce
Preparazione

Far fondere il cioccolato al microonde con molta attenzione perché non bruci. In una ciotola frantumare leggermente i cereali e mescolarli al cioccolato fuso. Con questo composto foderare lo stampo apribile, ricoperto di carta forno, e metter in frigo a riposare. Mescolare insieme la ricotta setacciata, i vasetti di yogurt e lo zucchero; poi sciogliere la colla di pesce (ammollata in acqua fredda e strizzata) in una tazzina di sciroppo di amarene riscaldato al microonde e unire anche questo al composto cremoso. Tagliare a metà le amarene sciroppate e unire il tutto. Infine coprire con questa crema lo strato di cereali e cioccolato e mettere in frigo per almeno 4 ore prima di gustare. Io l'ho servito con un goccio di sciroppo di amarene su ogni fetta e ovviamente con una amarena...

Consiglio di mangiare la vostra fetta in silenzio e magari anche da soli, ritagliandovi uno spazio di tranquillità e godendovi un momento di silenzio e coccole tutto personale... quello che mi ci vorrebbe ora!!

Baci a tutti!!

martedì 31 maggio 2011

"Buon anniversario, Amore!"


31 Maggio 2008. Sono ad un passo dall'altare, vestita di un abito bellissimo color avorio, con il cuore pieno di emozioni, con gli occhi luccicanti di chi vede nella gente intorno l'amore e l'affetto per due ragazzi diventati adulti, pronti a scambiarsi una promessa per la vita...

31 Maggio 2011. Sono a casa, vestita di un (bellissimo) pigiama lilla; sveglio Giacomo alle 7.00, gli preparo la colazione e, con ancora la voce roca e gli occhi semichiusi, inizio a mimare aeroplanini e la sua tata che arriva all'asilo in scooter, perché solo così apre la bocca e manda giù qualcosa... lo lavo e lo vesto, insisto perché metta il suo gilè blu e il cappellino (che la mattina l'aria mi sembra ancora frizzantina), lo consegno a suo padre che lo porterà all'asilo, apro la porta, saluto 100 volte sul pianerottolo e mando altri 100 bacetti in attesa dell'arrivo dell'ascensore; sono le 7.40; chiudo la porta e faccio 2 passi verso la mia tazza di latte e cereali mentre un brivido mi corre lungo la schiena...!! ore 7.41, dietro front verso la porta, la riapro e vedo il fermo immagine di Fer che sta per bussare, che mi sorride e che con un bacio mi dice "Buon anniversario, Amore!"...

Il nostro terzo anniversario stava per sfuggirci di mano, risucchiato dal turbinio della quotidianità!!... la foto è la colazione che avrei voluto preparargli ma che invece gusteremo con il caffè dopo pranzo. Stasera andremo a cena fuori e brinderemo alla Vita che troppe volte, da ingrati, abbiamo desiderato cambiare; lei invece, benevola e mai vendicativa, ci ha fatto dono del nostro Amore e del nostro dolcissimo bambino!

Le tortine sono state preparate a partire dalla ricetta del ciambellone all'acqua che ho porzionato in modo da poterle congelare e tirare fuori al mattino, quando ne abbiamo voglia.

Con lo sbattitore mescolare 3 uova intere con 150 gr di zucchero; aggiungere pian piano 100 ml di olio di semi leggero e 130 ml di acqua; infine, sempre un po' alla volta, incorporare anche 250 gr di farina e una bustina di lievito per dolci. Dividere il composto nei pirottini per tortina (io ne ho riempiti 20) fino a 2/3 della loro altezza e aggiungere al centro un cucchiaino di cioccolato al latte fuso o di nutella; con uno stuzzicadenti formare dei raggi portando il cioccolato verso l'esterno della tortina e infornare in forno caldo a 180 gradi per 30 minuti.
Baci a tutti!!

venerdì 27 maggio 2011

L'udito...e le crocchette di merluzzo


Buongiorno e soprattutto buon venerdì! Qui in Emilia l'estate sembra sia arrivata... il termometro segna spesso temperature prossime ai 30 gradi e finalmente io e Fer ci stiamo godendo la visione delle braccine nude e morbidose di Giacomo... tra poco passeremo anche ai calzoncini corti e ai sandali e allora anche quelle belle gambotte saranno visibili e facilmente accessibili a carezze, solletico e bacetti! Io proprio non resisto, se ho la sua pelle nuda a "un tiro di schioppo", devo dargli almeno un bacino, o provare a fargli il solletico... non c'è suono che mi renda più felice del sentire la sua fragorosa risata, alle volte così sonora e "di pancia" da modificargli il timbro della voce, da fargli perdere le forze nelle gambe e costringerlo a piegarsi sul pavimento! La sua risata è contagiosa! Ieri l'abbiamo portato al parco della Cittadella e dopo un paio di giri sullo scivolo il suo sguardo è stato catturato da una giostra consistente in diversi mezzi di trasporto (macchine di tutti i tipi, moto, cavalli, robot, ecc.) che giravano in tondo su una pedana anch'essa rotante. Il tutto era sistemato sotto un gazebo in plastica e attorno ad esso i genitori dei bimbi più grandi attendevano la fine del giro; mentre i genitori dei più piccoli erano accucciati accanto al mezzo scelto dal proprio figlio per verificare che stessero fermi lì e non cadessero durante il funzionamento della giostra. Giacomo ha scelto una macchina rossa, tipo maggiolino vecchio stile, e Fer gli si è messo accanto, in ginocchio, per tutta la durata del giro. Sul soffitto del gazebo erano appese a distanza irregolare delle grosse palle di gomma morbida che al passaggio dei mezzi più alti venivano sfiorate e dondolavano su e giù. Ecco, Fer era proprio nella traiettoria di una di queste palle e ogni volta la colpiva in pieno con la sua testa... Giacomo ad ogni "colpo di testa" scoppiava in una fragorosa risata che ha attirato l'attenzione di tutti gli altri genitori i quali ridevano anche loro! Perché i suoni sotto quel gazebo erano poi anche amplificati e io non sapevo se imbarazzarmi per la scena di Fer colpito 10-15 volte da una grossa palla o ridere di gusto lasciandomi coinvolgere da quel suono meraviglioso della sua piccola voce! Grazie Signore perché mi hai dato (anche) l'udito...


Per le crocchette di merluzzo ho usato dei filetti surgelati (io due filetti) che ho sbollentato in acqua e sale finché non sono diventati bianchi e teneri. Ho sbollentato anche 2 patate medie a cubetti in acqua salata e le ho poi schiacciate bene con una forchetta. I filetti di merluzzo cotti li ho spezzettati e mescolati con le patate e ho aggiunto a questo impasto un uovo, poco parmigiano, un po' di pepe (pochissimo in modo da farle mangiare a Giacomo) e del prezzemolo e dell'erba cipollina freschi tritati. Se l'impasto dovesse risultare troppo morbido aggiungere ancora un po' di formaggio o del pane grattugiato, in modo da poter formare agevolmente delle palline o delle quenelle. Passarle in un uovo battuto e poi nel pane grattugiato e mettere in forno caldo (su carta da forno) a 180 gradi per 15-20 minuti, finché non diventano dorate.

Buon week end a tutti!!!

martedì 24 maggio 2011

Un po' di me per un premio...

Che bella sorpresa! Ho ricevuto un altro premio! E' stata la bravissima Anna a donarmelo e io lo accetto con molto piacere!
Per proseguire nella premiazione devo parlarvi un po' di me e raccontarvi sette cose che mi riguardano da vicino... vediamo...
  1. Adoro il mio Giacomo, da quando è nato mi chiedo come abbia potuto vivere per 29 anni senza di lui e mi vengono i brividi di terrore al pensiero che prima del 3 settembre 2009 lui non esisteva...;
  2. Mi piace cucinare e preparare cibi dolci e salati che piacciano ai miei cari e mi piace ricevere complimenti in merito...;
  3. Ho bisogno di continue conferme da parte delle persone che amo, e di sapere che ho la loro benedizione per tutte le decisioni che prendo (è una mia debolezza...);
  4. Sono un po' troppo cauta nell'aprirmi con gli altri, spesso posso sembrare snob... ma è solo una forma di protezione iniziale, perché poi quando mi dono al prossimo lo faccio con tutta me stessa;
  5. Non so cosa sia l'avarizia, non sono legata al denaro né agli oggetti in generale, infatti spesso perdo le cose, anche quelle di valore economico elevato;
  6. Mi autocritico spessissimo! Sono perennemente insoddisfatta di me e vorrei migliorarmi in continuazione... vorrei sorridere di più e bandire dalla mia vita la pigrizia, la ritrosia iniziale verso il prossimo, gli atteggiamenti di nervosismo dovuti alla stanchezza e la freddezza telefonica (io odio il telefono!!);
  7. Sono molto legata al mio paese di origine e ormai conto i giorni (un anno circa!!!) che mi restano da viverci lontano... Qui a Parma stiamo bene, è una bella città ricca di verde e di servizi che funzionano benissimo; ma il clima, il sole, il vento, la gente, il cibo, gli affetti, il mare, il modo di vivere e di pensare salentini, sono un'altra storia!
E adesso devo segnalarvi 15 blog che stimo e che seguo a cui voglio donare a mia volta questo bellissimo premio:

  1. Viviana perchè è una ragazza straordinaria, sempre sorridente e con una forza speciale nel cuore che mi infonde tanta allegria e serenità... ecco, lei è una di quelle persone che mi costringono a fare autocritica e da cui traggo ispirazione!
  2. Annamaria perchè la stimo moltissimo come donna, lei ha combattuto tanto nella sua vita e la sua forza e genuinità mi lasciano a bocca aperta!
  3. Bietolin@ perchè è una dolcissima ragazza che ho conosciuto da poco, anche lei con un carattere forte e solare e che tra un anno coronerà il suo sogno d'amore!
  4. Natalia perchè è stata una delle prime persone che ho conosciuto e alla quale sono affezionata; è una giovane mamma come me e mi piace sbirciare le sue ricette;
  5. Luciana che è una salentina come me e le sue ricette mi fanno sentire a casa!
  6. Sara che mi fa sognare ogni volta che vedo una sua foto, fa dei dolci strepitosi da leccarsi i baffi ed è una ragazza semplice e solare!
  7. Manuela e Silvia due gemelle simpatiche e vulcaniche che preparano delle ricette sempre nuove e mai banali;
  8. Antonella una mamma giovane che ha un blog oltre che pieno di ricette buonissime anche divertente e ricco di aneddoti della sua bimba che mi fanno sorridere!
  9. Veronica una super mamma (come si definisce lei stessa) con un'energia pazzesca e bravissima nei lievitati! Le sue ricette sono una garanzia!
  10. Mamma che cucina perchè la sua storia mi ha colpito molto e perchè spero che da oggi in poi trovi tutta la serenità che merita con i suoi due figli;
  11. Dada, una salentina anche lei che cucina tante cose sfiziose e di cui mi sembra di sentirne il profumino..
  12. Elena una mamma bravissima che con i suoi racconti e ricette mi fa sempre riflettere;
  13. Marjlou perchè le sue ricette sono una fonte di ispirazione, sono bellissime da vedere e mai banali!
  14. Araba Felice perchè ha un blog divertentissimo, racconta una vita vissuta lontana dall'Italia e di un modo di viverla che spesso mi lascia perplessa e mi fa riflettere! E poi le sue ricette esotiche sono davvero imperdibili!
  15. Loste perchè è un cuoco davvero bravissimo e verace, è un papà tenero e soprattutto è uno scrittore piacevolissimo da leggere, se pubblicasse un libro sarei la sua prima acquirente!
Ecco fatto, spero che ricevere questo premio non sia un impegno per gli altri; il mio è solo un modo per dimostrarvi la mia stima!
Un bacio!

martedì 17 maggio 2011

Che brutti biscottini... però sono buoni!

Buongiorno! La mia coscienza inizia a farmi sentire a disagio... avrei dovuto prendere più seriamente l'impegno delle camminate a passo svelto, al mattino, invece ogni giorno ce n'è una... ieri avevo da sistemare casa, oggi è nuvolo e anche un po' freschetto, il week end non si può perché Giacomo è a casa... insomma ci sarò andata si e no 3 volte! :-( Prometto solennemente di iniziare a darmi una mossa, per luglio avrò macinato un bel po' di km con queste mie scarpine!

L'ultima volta che sono stati qui i miei, ho ricevuto in regalo un sacchetto pieno di mandorle (a proposito di rimettermi in linea...) senza la buccia ma con la pelle, che dovevano essere tostate. Quindi ho deciso di fare un giretto in rete per cercare una ricetta in modo da poterle utilizzare al meglio. Avevo sentito spesso parlare dei "brutti ma buoni" ma non li avevo mai assaggiati prima... quindi li ho preparati.

Ingredienti:
  • 300 gr di mandorle tostate e tritate non troppo finemente
  • 100 gr di zucchero a velo
  • 2 albumi montati a neve ben ferma
  • 1 pizzico di bicarbonato
  • 1 pizzico di sale
  • la buccia grattugiata di un limone
Preparazione:

Innanzitutto tostare le mandorle, tenendole in forno caldo ma non troppo (150 gradi) finché non saranno dorate, e in casa non si spargerà un profumino irresistibile. Poi tritarle grossolanamente con il mixer. Montare i due albumi a neve con un pizzico di sale e aggiungere sempre montando con le fruste lo zucchero a velo. Unire le mandorle, la buccia grattugiata del limone e il pizzico di bicarbonato. Poi con due cucchiai formare dei mucchietti di impasto e sistemarli su una teglia ricoperta di carta da forno. Mettere in forno FREDDO a 180 gradi per 20 minuti. Sono morbidissimi e si conservano così per alcuni giorni in una scatola di latta o un classico contenitore per biscotti. Sono ideali da mangiare con una tazzina di caffè!
Baci a tutti!!

martedì 10 maggio 2011

Panini al burro.... e ripieni


Buongiorno mondo! Oggi primo giorno di asilo di Giacomo dopo 3 settimane trascorse ad "affrontare con i cannoni" (detto dal suo dottore) i problemi respiratori che l'hanno afflitto... Dovevate vederlo tutto contento e sorridente mentre infilava la sua giacchina e mi salutava per uscire con il suo papà! Speriamo bene... un po' di paura che si becchi ancora qualcosa l'abbiamo, ma sotto una campana di vetro non possiamo tenerlo...

Oggi vi posto una ricetta di pane dalla lievitazione non troppo lunga. Sapete che io con i lievitati non vado molto d'accordo, ma questi panini qui sono venuti bene, morbidi e profumati!

Ingredienti:
  • 500 gr di farina 00
  • 100 gr di burro
  • 300 gr di latte
  • 10 gr di sale
  • 20 gr di lievito di birra
Preparazione:
Versare al centro della farina disposta a fontana il lievito sbriciolato e un po' di latte a temperatura ambiente. Iniziare ad amalgamare aggiungendo il burro a pezzetti morbidi e il resto del latte; infine mettere anche il sale e battere la pasta con energia finché non risulterà un impasto liscio. Infarinare la palla di impasto e mettere in un luogo tiepido per mezz'ora. Trascorso questo tempo formare un filoncino e tagliarlo in pezzetti dando loro la forma di una pallina non troppo grande. A questo punto, io ho deciso di utilizzare un pochino di gorgonzola per farcirne qualcuno, perciò ho praticato un incavo e ho adagiato un pezzetto di formaggio cercando poi di richiudere la pasta su se stessa. Sistemare le palline ben distanziate su carta da forno leggermente imburrata e rimettere a lievitare per un'altra ora circa (finchè non raddoppiano). Spennellare con un albume sbattuto e poi infornare a forno caldo a 210 gradi per un quarto d'ora al massimo!

Questa è la foto dei panini farciti al gorgonzola.

Siccome con questa ricetta me ne son venuti un bel po', una parte l'ho congelata in un sacchetto da freezer e quando ne ho avuto voglia, è bastato metterli fuori una mazz'oretta prima perchè sembrassero appena fatti!
Buon martedì a tutti!

domenica 8 maggio 2011

Auguri Mamma!






L’eterno dispiacere di ogni madre è che viene il momento in cui non può più portare la magia nella tua vita né alleviare le tue sofferenze. (Diana Briscoe)

mercoledì 27 aprile 2011

Rotolini di tacchino con spinaci e peperoni


Buon pomeriggio amici! Mi ritrovo sul divano con il computer sulle gambe e Giacomo che dorme beato al mio fianco, coperto da un plaid rosa. Il suo respiro è pesante e ogni tanto si muove innervosito dal suo nasino ancora non perfettamente libero... Altri giorni di iniezioni sono fortunatamente passati ed ora siamo nel pieno di una cura antibiotica per via orale! Povero il mio piccolo, bombardato di medicinali per combattere i batteri che non lasciano in pace il suo sistema respiratorio! Le vacanze di Pasqua sono trascorse in questo modo, con il termometro e l'apparecchio per l'aerosol a portata di mano; perciò non abbiamo fatto nessuna scampagnata il lunedì di pasquetta, né abbiamo portato in giro i nonni (tutti e quattro) che sono stati nostri ospiti per 5 giorni! In compenso abbiamo mangiato tantissimo (noi adulti... Giacomo è ricaduto nell'inappetenza...), e soprattutto abbiamo mangiato salentino! Orecchiette al sugo di carne e gamberoni alla griglia, il giorno di Pasqua, e un'infinità di verdure preparate in modi diversi gli altri giorni (tra cui fave, piselli e carciofi freschi, cicoriette selvatiche e un'erbetta derivante dalla pianta del papavero che io adoro, la "paparina"). Bello, ogni tanto, respirare gli odori dell'infanzia e godersi l'affetto dei genitori perché, anche quando si diventa mamme, si è sempre figlie e le coccole fanno piacere...

Questo piatto l'ho preparato con mia mamma dopo aver visto una puntata della "Prova del Cuoco"; ci è piaciuto subito perché non è un secondo troppo pesante, vista la primavera che è arrivata, né troppo difficile da fare. Inoltre è colorato ed è un modo originale di proporre la carne di tacchino, che annoia un po' se preparata semplicemente in padella...
Si scelgono delle fettine di tacchino sottili, non troppo grandi di dimensioni, e le si battono bene con un batticarne o semplicemente con il fondo di un bicchiere. Sopra ad ogni fettina si mette una foglia di spinaci fresca, due o tre falde di peperoni arrostiti e privati della pelle, del sale del pepe e un pezzetto di formaggio stagionato a scelta (nel nostro caso parmigiano). Si arrotola e si ferma l'involtino con due stecchini. Si prende una teglia da forno e si mette un po' di olio, uno spicchio di aglio, un rametto di rosmarino e una foglia di alloro, si fanno rosolare i rotolini sul fuoco prima di metterli in forno e si sfuma con del vino bianco. Poi si aggiusta di sale e pepe e si inforna per 20 minuti in forno a 180 gradi aggiungendo una tazzina di acqua se si dovessero asciugare troppo. Si lasciano intiepidire prima di togliere gli stecchini, poi si tagliano e sono pronti. Noi li abbiamo mangiati insieme ai restanti peperoni arrostiti.

Con questa ricetta partecipo al contest di Bietolin@


Baci baci a tutti quelli che si affacciano in questo mio posticino!!

martedì 19 aprile 2011

Zuppa tiepida di ceci e gamberi

Oh noooo!! Ci risiamo! Giacomo è ancora afflitto da tosse e febbre!! Questa volta non è salita troppo la temperatura, ma io sono sempre con l'ansia che si ripresentino le punture... Siamo stati a visita dal pediatra che questa volta ci ha prescritto un antibiotico più forte per soli 3 giorni, ma è sotto forma di sciroppo... speriamo bene! Questo mio cucciolo deve avere il sistema respiratorio davvero delicato! Giovedì arriveranno tutti i nonni qui a Parma, spero si riprenda per quel momento, perché tutte le volte che sono saliti su i miei, quest'anno, Giacomo non stava bene e abbiamo trascorso il tempo tra aerosol e sciroppi...!
Cambiando argomento, volevo dirvi che sabato scorso abbiamo ricevuto la visita di una coppia di amici che ci hanno presentato la loro piccola di quasi 4 mesi! E' una bimba bellissima, piena di vita, che ci ha deliziato di tante sonore risate da far ridere a crepapelle anche noi che l'ascoltavamo! Volevo ringraziare Marcella, Brizio e la piccola Giulia per la bellissima giornata trascorsa e, come promesso, adesso saremo noi ad andarli a trovare a Torino, dove ho anche qualcun altro che aspetta la nostra visita... vero Tonia??

Adesso parliamo di pappa... Ma quanto mi piace questa zuppetta qui!! Si prepara in un attimo, soprattutto se i ceci che si utilizzano sono quelli precotti, in scatola! Innanzitutto bisogna scolare i ceci dalla loro acqua di vegetazione e sciacquarli bene sotto l'acqua corrente. In una padella larga si fa rosolare l'aglio tritato (o uno spicchio intero da levare se non si gradisce sentire troppo il suo aroma) e un pochino di peperoncino fresco; quando sono trascorsi 3 o 4 minuti si aggiungono i ceci (una scatola per due persone), una foglia di alloro fresca e il sale (se serve, controllate che i ceci non siano già abbastanza saporiti). Si lascia cuocere per dieci minuti bagnando con un mestolino di acqua o brodo vegetale. Intanto su una piastra scottare, da entrambi i lati, i gamberi freschi precedentemente sgusciati e privati del filo intestinale. Lasciare interi alcuni gamberi per la decorazione del piatto e gli altri, se troppo grandi, tagliarli in due o tre parti. Frullare i ceci privandoli della foglia di alloro e regolarsi se durante questa fase occorre aggiungere dell'altro liquido, affinché si ottenga una crema densa ma non troppo compatta. Infine si rimette tutto in una pentola, sul fuoco per altri 5 minuti, aggiungendo i pezzetti di gamberi e dell'erba cipollina tritata. Si decora il piatto con i gamberi interi e un giro di olio d'oliva, e si gusta tiepida perché se la zuppa è troppo calda il sapore dei ceci e dei gamberi risulta più debole.

lunedì 11 aprile 2011

Lonza alla senape


Che belle giornate che questo aprile ci sta regalando! Forse alcuni giorni sono stati fin troppo caldi visto che qui si sono sfiorati i 30 gradi... ma non lamentiamoci troppo, questo sole mi ha riscaldato le ossa e riempito di energia! Sabato scorso siamo andati a fare il primo pic nic con Giacomo! Abbiamo scelto un parco bellissimo di Parma, molto curato e ricco di alberi secolari che ci hanno ospitato sotto i loro rami per godere di ombra e pace. Dopo la polmonite è successo un piccolo grande miracolo... Giacomo ha iniziato ad avere un atteggiamento diverso nei confronti del cibo, ad essere più curioso e a mangiare di più! Adesso gli propongo i piatti che cucino per noi e lui con la sua forchettina si mette lì a provare gusti e sapori diversi! Che bello, la tensione si è allentata e il pranzo e la cena adesso sono momenti piacevoli! Per il pic nic avevo preparato una semplice insalata di pasta usando il formato "Piccolini" della Barilla, una frittata al forno con le zucchine e una macedonia di ananas e fragole. Lui ha mangiato un po' di tutto e poi ha giocato a fare il calciatore col suo papà... giornata meravigliosa!!

Il piatto di oggi è un secondo semplice e veloce. Da poco tempo compro la lonza che ho scoperto essere una carne magra anche se di maiale; alla piastra diventa però un po' secca, perciò a cena l'ho preparata così... Ho fatto scaldare un po' d'olio in una padella antiaderente e ci ho rosolato uno spicchio di aglio (da togliere dopo pochi minuti) e una foglia di alloro fresca. Ho messo le fettine di carne e le ho fatte cuocere da entrambi i lati salando e pepando a piacere. Infine in una tazzina da caffè ho sciolto tre cucchiaini di senape dolce (la quantità è a piacere in base al vostro gusto e alla tipologia di senape) con un goccino di acqua e ho versato il tutto sulla carne. Dopo un altro paio di minuti il piatto è pronto!

Buon sole a tutti!!!

venerdì 1 aprile 2011

Arancini improvvisati!

Prima di tutto voglio ringraziarvi per tutte le belle parole di sostegno che mi avete lasciato nei commenti, relativamente alla polmonite di Giacomo. Adesso lui sta meglio, un po' debilitato dalla cura fortissima a base di antibiotico, e anche molto più magro... ma sta bene, la febbre è passata già da qualche giorno, e anche la tosse si è ormai arresa! Lui è un ometto, a soli 18 mesi si metteva lì sul letto, senza piangere, in attesa dell'iniezione e le lacrime sgorgavano solo quando percepiva il bruciore del medicinale! Vederlo così rassegnato mi ha trafitto il cuore, avrei preferito che facesse il pazzo, che si dimenasse, che urlasse, insomma che si comportasse da bimbo di appena un anno e mezzo... invece è stato coraggioso e maturo e ancora una volta ha lasciato me e Fernando senza parole...

Anche questa ricetta è venuta fuori un po' per caso, recuperando gli avanzi. Era rimasto dal pranzo un piatto abbondante di risotto semplice, cotto solo con un soffritto leggero di cipolla e con il brodo vegetale. Ho preparato un sughetto al pomodoro con uno spicchio di aglio, usando però la salsa fatta in casa da mia suocera quest'estate, che è dolcissima (la salsa... :-)). Ho condito il riso freddo con il sugo senza esagerare, e aggiunto un uovo, due pugni di parmigiano, del pepe e della noce moscata. Poi ho iniziato a formare delle palline con il riso, mantenendo le mani bagnate di acqua in modo che fosse più semplice dar loro la forma; io ho preferito creare delle palline piccole, appena più grandi di una noce. Con il dito ho formato un incavo e ho messo al suo interno un pezzetto di mozzarella, poi ho richiuso bene e passato ogni pallina nell'uovo sbattuto e nel pane grattugiato (nel mio caso pane grattugiato senza glutine). Poi ho fritto, pochi per volta, gli arancini nell'olio di semi di arachide (pentola alta in modo che l'arancino si immerga completamente nell'olio) e fatto sgocciolare su carta assorbente. Ogni arancino un boccone...!

martedì 29 marzo 2011

Ho ricevuto un premio, che onore!!

Che emozione! Ho ricevuto un premio! E ringrazio Anna per avermelo dato! Bello accorgersi che via web si possano trasmettere anche pensieri, sensazioni, emozioni e sentimenti...
Anna è una bella persona, che coltiva la sua passione per la cucina e nello stesso tempo riveste il ruolo di moglie e mamma di quattro figli... arrossisco al pensiero che lei premi me! Grazie di cuore!

domenica 20 marzo 2011

Cenetta che attira la primavera... speriamo!


Queste di oggi non si possono chiamare ricette perché, come si evince dalle foto, di cucinato c'è davvero pochissimo... e poi in questi giorni il mio piccolo non sta tanto bene e di cucinare non ho avuto davvero il tempo! Non mi sembra vero adesso di poter essere un attimo al pc, lui sta riposando ed io tiro il fiato mezz'ora... Purtoppo un febbrone pazzesco e una tosse bruttissima ci hanno costretto a fare indagini più approfondite e abbiamo scoperto, con una lastra, due focolai di polmonite! :-(( Ora siamo a metà di una cura a base di iniezioni terribili che mi straziano il cuore...

Qualche sera fa, una come tante di questo inverno freddo e piovoso, tanto per esorcizzare questo senso di grigiore, ho pensato di creare una cenetta veloce ma colorata. Le zucchine non sono tanto di stagione, ma a Giacomo piacciono (sì, gli piace una cosa!!) e così a volte le prendo. Le ho semplicemente arrostite sulla piastra e ho creato degli spiedini alternando zucchine (condite con sale, olio e pepe), nodini di mozzarella e pomodorini. Questi spiedini li abbiamo mangiati come antipasto, ovviamente tenendoli in mano, senza usare le forchette; e abbiamo poi proseguito la nostra cenetta con una bella fettona di questa focaccia:


Anche in questo caso l'abbiamo mangiata a morsi, tenendone un pezzo con il tovagliolino...
Non so voi ma qui a casa siamo un po' stufi di zuppe e minestroni! E' vero che scaldano ma dopo mesi di utilizzo del cucchiaio non se ne può più...! chissà se mangiando in questo modo la primavera, che inizierebbe domani da calendario, avrà voglia di arrivare davvero!!

Per preparare questa focaccia ho usato della pasta per pizza già pronta (non me ne vogliano le puriste degli impasti lievitati...) e l'ho stesa bene in un rettangolo. Su metà di essa ho messo delle bietoline saltate precedentemente in padella con uno spicchio di aglio, dell'olio e un misurino di dado granulare senza glutammato. Ho spolverato di parmiggiano grattuggiato e ho ripiegato la metà vuota sulla verdura, sigillando con i rebbi di una forchetta i bordi. Ho messo in forno caldo per mezz'ora a 200 gradi, controllando comunque il grado di colorazione della pasta.

Inverno! Inverno! La senti questa voce??!.... "PUSSA VIA"!!

lunedì 14 marzo 2011

L'avventura delle polpette di tacchino


Buon inizio di settimana a tutti! La mia crociata contro l'inappetenza di Giacomo continua! All'asilo mangiucchia qualcosa ma non c'è una volta che finisca una porzione di qualsiasi cibo... il suo foglio che ricapitola il pranzo è sempre pieno di "poco", "assaggiato", "metà", "no", "solo frutta", ecc. Se mangia qualcosa, il più delle volte si tratta del contorno (insalata, pisellini, carote crude tagliate a fili... è proprio un bimbo dai gusti anomali!), la carne e il pesce proprio non riesce a mandarle giù! Poverino, forse è anche colpa della sua situazione dentale... gli sono spuntati solo i quattro incisivi superiori e i quattro inferiori... come fa a masticare la carne??!!

Visto che cerco di proporgli soprattutto carne bianca e solo poche volte quella rossa, e visto che la bistecca così com'è non se ne parla proprio che venga mangiata, ho adoperato delle carne di tacchino per preparare qualcosa di più divertente... Nel robot da cucina ho sminuzzato due fettine di fesa di tacchino, un uovo, del formaggio grattugiato, del prezzemolo, sale e un piccolo panino ammollato nel latte e strizzato (per rendere il composto bello morbido). Ho formato delle piccole polpette leggermente appiattite e le ho sistemate su carta da forno appena unta di olio, accanto a degli spicchi di patate insaporiti di sale e rosmarino. Per dare la forma alle polpette ho mantenuto le mani sempre bagnate con acqua tiepida, perché l'impasto era veramente morbido ed era complicato staccarlo dai palmi. Ho messo in forno per una mezz'ora a 180 gradi, finché il tutto non è diventato dorato.

Voi vi chiederete: "Giacomo avrà mangiato?"... la risposta è: "NO!"

Mi ha degnato del suo assaggio, sia delle patatine che delle polpette e, in un primo momento mi ha fatto cenno di sì con la testa, come se avesse finalmente mangiato il piatto che aspettava da quando è nato, con un bellissimo sorriso, mostrandomi la manciata di dentini che ha in bocca... poi con la manina mi ha fatto segno che "basta così, grazie!!".... e così è finita anche questa avventura (deludente e anche un po' avvilente) delle polpette di tacchino! Per fortuna che ci siamo io e Fernando che ci spazzoliamo tutto ciò che Giacomo scarta!

martedì 8 marzo 2011

Festa della donna... gluten free!

Non so se mi è già capitato di scriverlo, ma mia mamma è da poco a conoscenza di essere celiaca. Ultimamente ho letto di tante persone che lo sono diventate in età adulta e forse questo è dovuto al modo moderno di condurre la nostra vita, al tipo di alimentazione o allo stress che in ognuno di noi raggiunge livelli più o meno accentuati... Fatto sta che l'incidenza di questa malattia è di molto aumentata e, finché essa non viene diagnosticata, i disturbi che procura sono davvero dei più disparati, tanto che spesso non vengono riconosciuti come tali. Mia mamma ha trascorso anni (circa 10) in cui è stata davvero molto male, attaccata ad una flebo per avere il nutrimento e immobilizzata a letto; nessuno riusciva a trovare il motivo di tanta sofferenza e ovviamente nelle nostre menti si alternavano le ipotesi più terribili... Poi finalmente a qualcuno è venuto in mente di fare l'indagine specifica e allora la diagnosi è stata possibile: intolleranza al glutine. Lei ora sta benissimo, non ha più sofferto da quando dalla sua dieta ha bandito il glutine! Ormai in commercio esistono tanti alimenti per celiaci e quindi è abbastanza facile preparare dei pasti completi senza glutine.

Approfittando della sua visita a Parma, la scorsa settimana, ho voluto cimentarmi nella preparazione di qualcosa che festeggiasse le donne, tutte le donne: la Torta Mimosa Gluten Free!


Ingredienti pan di spagna:
  • 6 uova
  • 200 gr di zucchero
  • 180 gr di maizena
  • succo di mezzo limone
Preparazione:
In un contenitore montare per almeno 20 minuti (almeno 20, davvero!) le uova con lo zucchero, servendosi di uno sbattitore alla massima velocità. Aggiungere la maizena stacciata e il succo di limone, a mano, mescolando delicatamente per non far smontare tutto. Infornare in forno caldo a 180 gradi per 30 minuti, senza mai aprire. Prima di togliere dal forno lasciare il pan di spagna per 5 minuti all'interno del forno spento e con lo sportello socchiuso.

Ingredienti crema:
  • 500 ml di latte intero
  • 125 gr di zucchero
  • 40 gr di maizena
  • 4 tuorli
  • scorza di limone
Preparazione:
Riscaldare il latte con dentro la buccia intera di un limone. Mescolare tuorli e zucchero, aggiungere la maizena e diluire col latte caldo; rimettere tutto sul fuoco e mescolare in continuazione finché non si addensa.

Assemblaggio torta
Ingredienti:
  • un barattolo di ananas a fette
  • 250 ml di panna da montare
  • pan di spagna
  • crema pasticciera
Tagliare in due il pan di spagna e scavarne la mollica da entrambe le metà interne dei dischi. Bagnare la base scavata con il liquido di conservazione dell'ananas in barattolo. Sistemare dei pezzetti di ananas sulla base e coprire con la crema mista alla panna montata. Sistemare il secondo disco e procedere come prima, bagnando con il liquido e coprendo con ananas e crema e panna. Spalmare la crema e panna anche sui lati del pan di spagna. Formare delle briciole con la mollica asportata e spargerle sopra e sui lati della torta. Conservare in frigo per qualche ora, perché quando è compatta è più facile da tagliare e i sapori sono meglio amalgamati.

Auguri a tutte le donne che, mi dispiace per i maschietti, sono il vero motore del mondo!

martedì 1 marzo 2011

E' Carnevale! Facciamo due chiacchiere...?

Questa volta ho voluto provare ad utilizzare un libro che avevo sullo scaffale da un bel po'... Giaceva lì, immobile, guardato come una reliquia, quasi temuto... Tante volte avrei voluto usarlo, prendere spunto, ma poi mi bloccava una sorta di riverenza... allora desistevo! Poi è arrivato Carnevale e, complice il mio disordine che mi ha fatto perdere la ricetta delle chiacchiere che l'anno scorso erano venute buonissime, mi sono messa all'opera per cercarne una nuova! Ho guardato un po' su internet, sui vostri blog, ma poi mentre leggevo, ecco che ho pensato: "Voglio proprio esagerare! stavolta scomodo niente poco di meno che il Signor Artusi in persona!!". Mi fiondo sullo scaffale e con fare di sfida cerco nell'indice la ricetta... non la trovo subito, perché lui le chiacchiere le chiama cenci! Rapido sguardo agli ingredienti... "ok! Se pò fà! Artusi a noi due!"

Ingredienti:
  • 240 gr di farina 00
  • 20 gr di burro
  • 20 gr di zucchero
  • 2 uova
  • 1 cucchiaio di acquavite (io ho usato del limoncello)
  • un pizzico di sale
Procedimento:

Impastare tutti questi ingredienti formando una palla piuttosto soda, e lavorarla per un po'. Poi lasciarla riposare per mezz'ora in un canovaccio infarinato. Tirarla quanto più sottilmente possibile (io ho usato il nonna papera), e tagliarla con l'apposita rotellina creando delle strisce che sembrino degli stracci (i cenci appunto); sulle stesse praticare dei tagli per ripiegarle o intrecciarle in modo da dare movimento. Friggere in olio caldo facendo attenzione perché così sottili diventano scure in fretta! Cospargerle di zucchero a velo, una volta fredde!

Sono stupita di quanto siano venute buone! Meglio dello scorso anno! Devo utilizzare più spesso questo libro (La scienza in cucina e l'arte di mangiare bene) perché, nonostante siano ricette scritte nel 1881 (!!!) non sembrano così vecchie! Certo, qualche ingrediente deve essere sostituito (dove troveremmo la farina d'Ungheria??) ma credo si possa considerare l'idea di consultarlo prima di mettersi ai fornelli!
Evvai!! Ho fatto una ricetta dell'Artusi!!

venerdì 25 febbraio 2011

Un appuntamento speciale...


Voglio divulgare un'iniziativa davvero bella che ha promosso Viviana. Vi rimando al suo blog per avere i dettagli. Spero che parteciperete in tanti perchè anch'io, come lei, sono convinta che l'Amore può tutto, anche i miracoli... Forse in questo modo mi sentirò un essere meno piccolo sulla faccia della terra... e sarà bello pensare che in qualunque posto vi troviate, oggi, alle 18:00, saremo tutti INSIEME, per una buona causa.

venerdì 18 febbraio 2011

Il piatto della nonna... il purè di fave

Ci sono piatti che quando li prepari o li assaggi ti fanno fare un salto indietro nel tempo. Ti parlano dei tuoi nonni, di un focolare acceso e di una brace sistemata in un contenitore di ferro e tenuta sotto al tavolo della cucina, perché riscaldasse le gambe di chi si sedeva a pranzo. Metodi d'altri tempi, che ora non si praticano più e che raccontano di tanti sacrifici fatti per allevare i figli, della felicità di tornare a casa dopo la scuola per pranzare con i nonni e di godere di quel tepore attorno al tavolo. Questo tepore proveniva dalla brace ma anche dal piatto caldo sapientemente preparato dalle mani sottili e affusolate della nonna... una nonna giovane, dagli occhi azzurri, che è mancata troppo precocemente. Avrei voluto che mi vedesse ora, che vedesse Giacomo, avrei voluto che mi parlasse e che mi insegnasse a vivere godendo di quello che ho, senza cercare sempre di più, lei che da bambina e orfana di madre, ha allevato i suoi fratelli e poi i suoi quattro figli; lei che aveva sempre il sorriso sulle labbra, lei che preparava quei piatti così buoni che mi riscaldavano la pancia e il cuore...

Si prendono le fave secche e si mettono a bollire, a fiamma molto bassa, con gli odori; io ho usato una carota, una costa di sedano, una foglia di cipolla intera (in modo da poterla poi togliere), un mazzetto di prezzemolo, una foglia di alloro. Verso la fine della cottura, cioè dopo circa un'ora, ho messo il sale, ho eliminato gli odori e ho passato tutto al minipimer. Si serve fumante, con un giro di olio extravergine d'oliva a crudo, in abbinamento alle cicorie selvatiche salentine. Qui a Parma le cicorie non le ho trovate, ho sgranocchiato dei semplici tarallini pugliesi... ma dubito che sarebbero bastate quelle a rendere questo piatto speciale come una volta...

Evviva l'amore dei nonni!

martedì 15 febbraio 2011

La mitica signora Uccia ha colpito ancora... le crocchette di patate!

Buon pomeriggio! Come state? Io piuttosto bene anche se un po' delusa dal clima... dopo una settimana in cui iniziavano a scaldarsi le nostre ossa, al timido sole di febbraio, ecco che di nuovo è ritornato il grigiore tipico del nord Italia! :-( E io che avevo già messo fuori le mie scarpette da corsa intenta ad iniziare la stagione delle camminate a passo veloce! In genere ogni anno l'inizio è eccellente, andandoci un giorno sì e uno no e camminando circa un'oretta, poi, via via, la frequenza delle stesse sfuma... ma questa volta ci ha pensato il tempo a bloccare l'iniziativa sul nascere!
La frequenza all'asilo di Giacomo va sempre meglio; piagnucola ancora un pochino, ma non tutti i giorni! Il pranzo alle volte lo gradisce e altre no. Io la mattina inizio a prendere il ritmo di questa nuova vita e riesco così a sbrigare tante faccende che prima si concentravano nel weekend! Insomma, tutto sta ingranando, e sono contenta!

Ecco tutta per voi, un'altra delle meravigliose ricette della signora Uccia... delle squisitissime crocchette di patate o come più comunemente chiamate nel Salento... i panzerotti di patate!

Ingredienti

  • 500 gr di patate già lessate e schiacciate
  • 1 uovo
  • 50 gr di formaggio grattugiato (preferibilmente pecorino)
  • 100 gr di pane grattugiato
  • sale, pepe, menta fresca e prezzemolo q.b.

Alle patate aggiungere l'uovo, il prezzemolo e la menta tritati, il sale e il pepe; unire anche il formaggio e il pane grattugiato. Impastare velocemente e dare alle crocchette la forma desiderata (da noi si fanno delle forme simili ai grissini ma lunghe la metà, oppure delle semplici palline). Far rotolare le crocchette nel pane grattugiato e friggere in olio profondo ben caldo finché non saranno dorate. Mangiare bollenti!!! (al massimo caldissime)! .... gnamm gnamm!!!!....

mercoledì 9 febbraio 2011

Torta Pasticciotto

Ciao internauti!! Che strana sensazione quella di essere in casa avvolta dal silenzio più assordante... Non sono più abituata a stare sola soletta, senza il mio nanetto che mi segue come un'ombra, e che lo fa così silenziosamente bene che, a volte, girandomi ho rischiato di inciampare! Giacomo è un bambino silenzioso, molto tranquillo. Gli piace giocare per terra, seduto sul grande tappeto del soggiorno e con il dito mi indica un punto esatto del tappeto in cui vuole che io mi sieda per stargli accanto. Adora le costruzioni e, da quando suo padre gli ha costruito un aereo con le ali lunghe, lui prova e riprova a farne uno da solo; poi, quando è stufo dei tentativi, prende un singolo pezzo e con la manina imita il volo dell'aereo che vive nella sua fantasia...! Il più delle volte mi chiede di costruirne uno e allora ci provo; non riesco mai a realizzarlo così come lo immagino (i pezzi da costruzione sono sempre così pochi), ma per lui il risultato è bellissimo! Cuore di mamma! Chissà se oggi, all'asilo, la tata ti aiuterà a realizzare l'aereo dei tuoi desideri...


Conoscete i pasticciotti leccesi?? Nooo??? Allora dovete per forza rimediare e fare un salto giù a Lecce per assaggiare questa meraviglia di dolcetti! Si tratta di un guscio di pasta frolla con all'interno della crema pasticcera, dalla caratteristica forma ovale. Recentemente mi è capitato di trovare, nei bar e nelle pasticcerie, anche una versione al cioccolato dei pasticciotti che, golosamente hanno assunto il colore del cacao sia nella crema che nella frolla; indovinate un po' qual'è il nome che i pasticceri salentini hanno dato a questi pasticciotti?... Obama!... Non serve spiegarne il motivo! :-)

Qualche sera fa siamo stati a cena da amici; una cena semplice, a base di pizza a domicilio, solo per il gusto di vedersi e chiacchierare un po'... Non volevo arrivare a mani vuote per cui, chiedendo prima un consiglio agli amici di facebook, ho deciso di preparare la torta pasticciotto. Ho cercato la ricetta in rete e sono capitata sul blog di Elisa che è una ragazza salentina! Perfetto, fonte affidabile! Vi riporto la ricetta così come la scrive lei:

Preparazione frolla
  • 500 gr farina 00
  • 200 zucchero
  • 3 uova
  • 150 gr burro
  • scorza grattugiata di un limone
  • 1/2 bustina di vanillina
  • 1/2 bustina di lievito
Si prepara una frolla in modo classico, impastando velocemente tutti gli ingredienti e si lascia in frigo a riposare, coperta di pellicola, per il tempo necessario per preparare la crema.

Preparazione crema
  • 1 l latte intero
  • 3 tuorli
  • 150 gr di farina
  • 250 gr di zucchero
  • 1/2 bustina di vanillina
Si mette a riscaldare il latte e nel frattempo si mescolano tutti gli altri ingredienti facendo attenzione a non formare grumi. Poi si versa il latte caldo e si mescola bene (filtrando se dovessero esserci dei grumi), infine si rimette tutto sul fuoco, mescolando finché non si addensa.

Si divide la frolla in due parti e si stende con il mattarello. Si fodera una tortiera (imburrata e infarinata), si versa dentro la crema tiepida e si richiude con l'altro disco di frolla, spennellando la superficie con del bianco d'uovo. In forno caldo a 180 gradi per 40 minuti.

Purtroppo non ho la foto della fetta ma solo della torta spolverata con zucchero a velo. Gli amici parmigiani hanno gradito e la crema vi assicuro che era delicatissima!